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Francia, Europa: bloccare tutto!

Francia, Europa: bloccare tutto!

Il diritto del lavoro, come i diritti politici, riflette con precisione i rapporti di forza tra le classi.

La borghesia europea tenta oggi di riprendersi ciò che il movimento dei lavoratori aveva conquistato dopo lotte vittoriose iniziate all’indomani del secondo dopoguerra.

Si tratta di diritti, tutele e libertà sindacali che sono ovunque e costantemente sotto attacco padronale con cambiamenti peggiorativi ottenuti per via legislativa e progressivo logoramento del ruolo del sindacato quale organizzazione di massa e di rappresentanza di classe.

Lavoratori e lavoratrici francesi sotto attacco

Alla lunga lista dei paesi europei che hanno modificato la legislazione sul lavoro (Codici, Statuti,

Leggi) si sta aggiungendo la Francia del presidente socialista Hollande.

La nuova legge del lavoro – Loi Travail- consentirà ai padroni di:

  • aumentare l’orario di lavoro

  • abbassare le retribuzioni

  • imporre il lavoro notturno o domenicale

  • retribuire di meno le ore di straordinario

  • poter licenziare i lavoratori con più facilità.

Inversione della gerarchia delle norme

Oltre queste misure, la legge El Khomri contiene la famigerata inversione della gerarchia delle norme.

Finora erano i contratti collettivi di categoria a stabilire i diritti dei lavoratori ed in subordine i contratti aziendali che potevano essere ampliativi. Questo modello era già stato intaccato con la possibilità di deroghe limitate. Tuttavia permetteva ai settori di classe più combattivi di far applicare i contratti in aziende senza presenza sindacale e privi di favorevoli rapporti di forza.

Con la legge El Khomri, si vuole ottenere l’inversione del modello attuale e cioè che accordi al ribasso in deroga al contratto collettivo ed al codice del lavoro, imposti senza alcun costo per l’impresa ed in assenza di forti rappresentanze sindacali, possano acquisire priorità e legittimità rispetto ai contratti collettivi, inserendo il contratto decentrato d’impresa al centro della riscrittura del diritto del lavoro.

Nel giro di pochi anni si avrebbe la scomparsa di fatto dei contratti collettivi.

In Italia ne abbiamo già verificato gli effetti.

La mobilitazione sociale e sindacale

Dopo tre mesi di mobilitazione e quindici scioperi, a cui partecipano anche i nostri militanti di Alternative Libertaire e della CGA, il movimento contro la Loi Travail non si indebolisce e le azioni continuano.

Il governo francese ha risposto con

-l’applicazione di una norma che gli garantisce il passaggio in parlamento

-con la repressione violenta delle manifestazioni, autorizzando i pestaggi e l’uso di gas

-facendo promesse ad alcune categorie di lavoratori come gli insegnanti, i ferrovieri, i trasporti
Per vincere è necessario bloccare l’economia.

Non solo la fornitura di energia, ma più settori produttivi possibile.
Una protesta che faccia perno su uno o due settori in lotta, anche se sostenuta da tutti gli addetti, rischia di lasciare quei lavoratori isolati.
Sono necessari tutti gli scioperi possibili, anche per poche ore, purchè si liberi tempo per la protesta e per le azioni.

La generalizzazione degli scioperi è ciò che il governo francese teme di più.

Per un’alternativa autogestita
Una vittoria contro la legge sul lavoro potrebbe ripristinare la fiducia verso la lotta e dare una spinta alle mobilitazioni per conquistare nuovi diritti e contrastare le politiche padronali, in Francia ed in tutta Europa.
Perché, al di là della riforma del codice del lavoro, la sfida è quella di farla finita con le politiche di austerità e fermare la distruzione dei diritti sociali.
In Francia, come in Europa, va in frantumi il sogno riformista e di sinistra di una ricomposizione politica intorno ad un illusorio progetto di rattoppare il capitalismo.

Screditato il Partito Socialista, si aprono spazi per la destra e per ulteriori peggioramenti per le condizioni delle classi popolari. Le elezioni del 2017 sono vicine.
Ma l’orizzonte in Francia, come in Italia ed in tutta Europa non sono le prossime elezioni.

Occorre cominciare a ri-costruire dal basso, occorrono organizzazione e resistenza nelle lotte, nei luoghi di lavoro, nei quartieri.

Abbiamo bisogno di ricostruire una sinistra anticapitalista, libertaria e rivoluzionaria per preparare domani l’espropriazione dei capitalisti, la società autogestita e la democrazia diretta in tutto il mondo.

Abbiamo bisogno di immaginare un’altra società, comunista e libertaria.

Alternativa Libertaria/fdca

giugno 2016

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