Alternativa Libertaria_FdCA

school bonus per le scuole paritarie

Una corsia preferenziale per i finanziamenti privati alle scuole paritarie

La lobby delle scuole paritarie (nella stragrande maggioranza istituti cattolici) ha finalmente ottenuto quanto chiedeva da anni:
una scuola riformata sui principi della personalizzazione e del familismo

Corsia preferenziale per lo school bonus alle scuole paritarie
Sul numero 178 di Cenerentola, in http://www.cenerentola.info/index.php/dibattiti-e-opini…bonus
avevamo analizzato il percorso che in più di 15 anni ha portato alla situazione attuale.
La Legge 107/2015 “Buona Scuola” prevede la possibilità per le famiglie di poter disporre erogazioni liberali a favore delle scuole (pubbliche e paritarie) da versare presso un conto della Tesoreria dello Stato, che poi si impegna a versare il 90% di quella somma all’istituzione scolastica beneficiaria.
La Legge di Bilancio 232/2016 ha invece introdotto una deroga a quanto disposto dalla Legge 107.
La deroga consiste in questo: chi intende disporre erogazioni liberali a favore delle scuole paritarie (private, comunali o provinciali) può effettuare i versamenti direttamente sul loro conto corrente o postale e non sulla Tesoreria dello Stato.
Lo scopo della deroga è ovviamente quello di far giungere il più rapidamente possibile risorse finanziarie alle scuole paritarie (da alcuni anni in difficoltà economiche).
Le scuole pubbliche, invece, dovranno aspettare che il Tesoro reindirizzi le risorse ai singoli istituti beneficiari.
Le erogazioni liberali possono essere destinate a tre categorie di investimenti, a cui è vincolato il bonifico:
– realizzare nuove strutture scolastiche
– manutenzione e potenziamento delle strutture esistenti
– interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti.
Il risparmio fiscale a favore del donatore è quello del credito d’imposta che è pari al 65% per gli anni scolastici 2016 e 2017 e del 50% per il 2018.
Lo school bonus si aggiunge alla prassi del cosiddetto “contributo volontario” (in realta una sorta di tassa decisa da ogni singolo istituto), che però è possibile portare in detrazione al 19% per erogazioni finalizzate all’innovazione tecnologica, all’ampliamento dell’offerta formativa, all’edilizia scolastica e universitaria.
Questo per le persone fisiche.
Ma utilizzare lo school bonus è possibile anche per le imprese, che possono disporre erogazioni liberali per le scuole portandole in deduzione del 2% dal reddito d’impresa dichiarato.
Il che apre loro una “convenienza” ad investire nelle scuole -soprattutto pubbliche- per poi influenzarne se non orientarne l’offerta formativa.
Vedremo come andrà la raccolta dei fondi, ma sicuramente da questa deroga emergono due elementi di opacità: non avremo contezza del totale delle erogazioni liberali a favore delle scuole paritarie se queste non passano per il Tesoro; non avremo contezza di quanto affluirà direttamente nelle casse delle singole scuole paritarie, i cui bilanci non sono sotto controllo pubblico.
Insomma, il finanziamento privato alle scuole paritarie diventa sommerso.
La lobby delle scuole paritarie (nella stragrande maggioranza istituti cattolici) ha finalmente ottenuto quanto chiedeva da anni:
“…una scuola riformata sui principi della personalizzazione e del familismo. Studenti e genitori, trasformati da soggetti di diritto alla formazione in utenti /consumatori di un’offerta impacchettata rischiano di non cogliere più l’interesse collettivo di cui è portatrice l’istituzione scuola e di cui essi sono destinatari e protagonisti, per impegnarsi invece nella ricerca del successo personale in studi scelti per un fine particolare e non per conseguire una formazione olistica.” (cfr. http://www.cenerentola.info/index.php/dibattiti-e-opini…bonus).
O meglio: i soldi li dò alla scuola di mio figlio.
Donato Romito (Alternativa Libertaria/fdca)

http://www.anarkismo.net/article/29922

Ultimo aggiornamento 17/02/2018
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