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Palestina Israele: 13 anni di lotta contro il Muro

13 years of resistence in Bil'In

Il 2 marzo 2018 a Bil’In si festeggiano i 13 anni di resistenza nonviolenta e di marce settimanali  popolari e unitarie contro il Muro e contro l’occupazione israeliana. A queste manifestazioni, che si svolgono ogni venerdì, come in altri villaggi palestinesi,  partecipano  attivisti palestinesi, israeliani e internazionali, e che avvengono in contemporanea in tanti villaggi disseminati lungo il Muro, che separa i villaggi dai campi coltivati dai pelestinesi.

Nell’aprile del 2003, a tre anni dall’inizio della Seconda Intifada, un piccolo gruppo di attivisti israeliani, per lo più anarchici e già impegnati in lavoro politico all’interno dei Territori Occupati, formarono Anarchici Contro il Muro. Il gruppo si formò negli ambiti del campo di protesta presso il villaggio di Mas’ha, che era minacciato dal Muro che avrebbe rubato il 96% dei terreni del villaggio, lasciandolo dalla parte “israeliana”.

Il campo, in cui partecipavano palestinesi, israeliani ed attivisti internazionali, fu composto di tende erette sui terreni del villaggio destinati ad essere confiscati. Una presenza costante di palestinesi, israeliani ed internazionali fu assicurata per ben 4 mesi e il campo divenne un centro per la disseminazione di informazioni ed una base decisionale a democrazia diretta. Si progettarono diverse azioni dirette, tra cui una che si svolse il 28 luglio 2003 al villaggio di Anin quando attivisti palestinesi, internazionali ed israeliani riuscirono ad aprire un varco nel muro nonostante un’aggressione da parte dell’esercito (si veda l’articolo da Haaretz: http://awalls.org/5_ism_activists_hurt_in_clash_trying_to_tear_down_security_fence).

Alla fine di agosto 2003, mentre si completava la costruzione del muro a Mas’ha, il campo si spostò e occupò il cortile di una casa destinata alla demolizione forzata. Il blocco dei lavori durò due giorni e fu seguito dalla demolizione della casa: ma lo spirito di resistenza che simboleggiò non fu demolito.

Nel 2004, il villaggio di Budrus cominciò a lottare contro il muro, e AATW si unì alle manifestazioni quotidiane. Con la sua persistenza nella mobilitazione, lotta e resistenza della popolazione, il villaggio di Budrus ottenne importanti vittorie.

Senza appellarsi ai tribunali israeliani e utilizzando solo la resistenza popolare, il villaggio riuscì a far indietreggiare il corso del muro e salvare quasi tutti i suoi terreni.

Il successo di Budrus ispirò molti altri villaggi che iniziarono a costruire la resistenza popolare, forse il più grande successo di tutti. Per buona parte dell’anno, quasi ogni villaggio toccato dalla costruzione del muro insorse contro di esso. AATW si unì alle mobilitazioni di ogni villaggio che lo chiedeva.

Nel villaggio di Bil’in, a nord-ovest di Ramallah, dove gran parte dei terreni agricoli del villaggio è destinata ad essere confiscata per far spazio al muro e ad una colonia in espansione, le iniziative si susseguono appunto da 13 anni.  E’ possibile seguire la pagina fb dei comitati di lotta popolare per restare informati sulle manifestazioni che avvengono nei diversi villaggi palestinesi in cui la protesta contro il Muro resiste.

 

Ultimo aggiornamento 12/06/2018
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